Aggiornamento / LA VALUTAZIONE
Aggiornamento a.s. 2018/2019
Aggiornamento a.s. 2016/2017
1° Lezione : L'utilizzo della LIM
La prima lezione , coordinata dal prof. Natella, ha inteso offrire ai docenti che già non li possedessero gli strumenti basilari per la fruizione della LIM come supporto didattico.
In allegato i materiali di aggiornamento .
Per aprire e visualizzare i file si consiglia di scaricare il programma di decompressione winrar.
2°/3° Lezione
Ulteriori materiali per approfondimento ed esercitazione
4° Lezione
La quarta lezione , coordinata dalla prof. Ricco, si è soffermata su una metodologia didattica nuova ma in grande espansione : la cosidetta Flipped Classroom o classe capovolta.
L'insegnamento capovolto nasce dall'esigenza di rendere il tempo-scuola più produttivo e funzionale alle esigenze della società nella information è radicalmente mutata in pochi anni. La rapida mutazione indotta dalla diffusione del web ha prodotto un distacco sempre più marcato di gran parte del mondo scolastico dalle esigenze della società, dalle richieste del mondo delle imprese e dalle abilità e desideri degli studenti e delle loro famiglie. Si è osservato anche che gli interessi degli studenti nascono e si sviluppano, ormai, sempre più all'esterno dalle mura scolastiche. L'insegnante trova sempre più complesso sostenere l'antico ruolo di trasmettitore di sapere . La rivoluzione internet ha riprodotto, in un certo senso, ciò che è accaduto con l'avvento della stampa: ha permesso la diffusione massiva non solo del sapere scritto ma anche dei contenuti multimediali, rendendo possibile fruire da casa le lezioni/spiegazioni dei docenti.
Il sapere non è più confinato tra le mura delle istituzioni scolastiche e pertanto si pone il problema dell'improduttività di trasmettere a scuola quello che è già disponibile a casa.
L'insegnamento capovolto risponde a questo stato di cose con l'inversione dei due momenti classici, lezione e studio individuale:
- la lezione viene spostata a casa sfruttando appieno tutte le potenzialità dei materiali didattici online;
- lo studio individuale viene spostato a scuola dove il setting collaborativo consente di applicare, senza il timore di ristrettezze temporali, una didattica di apprendimento attivo socializzante e personalizzata. L'insegnante può esercitare il suo ruolo di tutor al fianco dello studente
5° Lezione
Nella quinta lezione si offrono stimoli per attivare percorsi di "classe capovolta"
E' ormai noto che l’intelligenza è tanto più potente quanto più sa e può modificare le informazioni, facendole così davvero proprie. Ma più il cervello è sovraccaricato, meno ha risorse per elaborare informazione intelligente. È come se diventasse pigro e obeso.
È stato lo psicologo russo Lev Vygotskija capire per primo quanto l’ambiente, modificando il cervello stesso, può influire sullo sviluppo del potenziale umano: meccanismi universali di natura biologica si integrano con gli stimoli esterni facendo sì che ogni neurone in ogni millesimo di secondo gemmi nuove connessioni.
Ma la mente gemma e si modifica e cresce, in un modo o nell’altro, tanto o poco, in base a ciò che riceve. Ora dopo ora, giorno dopo giorno e anno dopo anno, quello che un insegnante fa su un altro essere vivente dovrebbe misurarsi in termini di gemmazione.
In una scuola che sa educare, con insegnanti che, sorridendo, lasciano il segno, il numero delle gemmazioni potrebbe essere tendente all’infinito.
Se l’obiettivo è attivare i cervelli, la classe capovolta appare una soluzione possibile, efficace e naturale.
L’idea di base, si è visto, è semplice: nella classe capovolta viene ribaltato lo schema tradizionale di insegnamento e apprendimento. In aula si discute, si lavora e si impara insieme sotto la guida dell’insegnante. A casa, da soli o insieme, ci si documenta grazie a materiali didattici multimediali. Il tutto secondo un percorso "gratificante" di cooperazione.
Nella flipped classroom si pratica, insomma, il learning by doing. Se tutto ciò ci sembra molto americano è solo perché ci siamo dimenticati di Maria Montessori, che agli inizi del secolo scorso già parlava di apprendimento attraverso l’attività, o di don Milani.
Dai primi approcci sulla flipped classroom sono passati solo pochi anni. Un numero crescente di insegnanti ci crede, ci prova, ottiene risultati, coinvolge altri insegnanti. E ha costruito una rete che si chiama Flipnet. Sul sito Flipnet si trovano informazioni, videoconferenze e una quantità di materiali didattici pubblicati dagli insegnanti. Date un’occhiata.
Tante altre informazioni e link nelle slide della lezione .
Materiali della quinta lezione
6° Lezione
Nonostante siano passati pochi anni il dibattito su questa "metodologia" è piuttosto serrato.
In particolare si fa strada, da parte dei fautori del metodo, l’idea che sia necessario precisare cosa sia e cosa non sia la prospettiva “flipped” al fine di evitarne derive ed improvvisazioni.
Si ribadisce che una “flipped classroom” non deve essere vista come sinonimo di “video online” o di “insegnamento a distanza”.
E’ vero che l’interazione e le attività di apprendimento che si verificano durante il tempo in classe è la parte più importante del processo, ma non è vero che nella prima fase gli studenti lavorino in isolamento, senza una guida o un supporto.
Anzi questa prospettiva dovrebbe aumentare l’interazione e il tempo di contatto personalizzato tra studenti e insegnanti.
Dal punto di vista metodologico siamo in presenza di una mescolanza tra modelli di istruzione diretta (“direct instruction”) e di apprendimento costruttivista.
Il risultato finale, infatti, è una classe in cui l’insegnante non è il “saggio sul palcoscenico”, ma la “guida al lato” e dove gli studenti possono ottenere una formazione personalizzata e, nello stesso tempo, assumersi la responsabilità del proprio apprendimento.
7° Lezione
Il corso di aggiornamento , di cui si è svolta l'ultima lezione, ha riscosso un notevole consenso , considerato anche i numerosi apporti in termini di lavori propositivi per la Flipped classroom.
Di seguito alcuni contributi
Infine , il link per registrarsi al sito Kahoot che serve a per sviluppare test.
https://create.kahoot.it/login
Il link per i ragazzi per giocare
https://kahoot.it/#/
Aggiornamento a.s. 2015/2016
PER COMINCIARE
in questa sezione pubblicheremo i materiali di reflessione e di produzione del corso. Per ora alcuni spunti di riflessione
- la valutazione ed il successo formativo
- la valutazione degli alunni
- le funzioni della valutazione
- valutazione formativa
Prima giornata
Nella prima giornata si è discusso delle problematiche più rilevanti in relazione all'oggetto dell'aggiornamento.
Si è discusso di programmazione in rapporto , in particolare, alle indicazioni ministeriali;
di "saperi essenziali" e di costruzione di curriculi efficaci.
Infine, tra le problematiche emerse, appare maggiormente urgente un approfondimento sulle programmazioni differenziate in relazione agli allievi "diversamente abili" "DSA" e "BES".
L'incontro si è concluso con l'indicazione di approfondire , nel prossimo incontro dell' 8 marzo, CRITERI di valutazione condivisi , e, genericamente, le problematiche inerenti l'individuazione e la programmazione dei alunni portatori di Bisogni Educativi Speciali.
Si allegano alcuni documenti per l'approfondimento e la futura discussione
Chiarimenti sulla programmazione con obiettivi minimi e differenziata
Ripensare la scuola con le Indicazioni Ministeriali
DALLA SCUOLA DEL PROGRAMMA ALLA SCUOLA DEL CURRICOLO
Linee guida per la certificazione delle competenze
Seconda giornata
Nel corso della seconda giornata, come programmato, si è discusso sui criteri di valutazione del comportamento. Di massima i presenti hanno concordato sulla Tabella inserita nel PTOF. Alcuni docenti hanno caldeggiato l'inserimento di criteri più oggettivi ( numerici) per la definizione delle votazioni 9/10 , specie in relazione al numero delle assenze e ritardi "tollerabili" per l'acquisizione di un punteggio tanto positivo che comporta effetti sulla media e sul credito scolastico.
E' emersa l'esigenza di definire un "patto formativo" di istituto da declinare, a seconda delle classi e dei docenti nei singoli consigli di classe.
Si è passati poi all'analisi dei criteri di valutazione . Nell'attuale PTOF è stata inserita una tabella, condivisa da anni nell'Isituto, che si limita a definire il voto numerico. Si è discusso sull'opportunità di arricchire i criteri condivisi declinandoli anche in termini di abilità, conoscenze e competenze , prendendo spunto dalle due tabelle allegate.
Terza giornata
Nel corso della terza giornata si è approfondita ed , infine, condivisa una tabella di valutazione che integri , sostituendola, quella attalmente in uso nell'Istituto ed inserita nel PTOF.
La tabella verrà poi sottoposta al vaglio e all'approvazione del Collegio docenti per essere poi integrata nel PTOF.
Successivamente l'attezione del team in aggiornamento si è concentrata su un ipotesi di "patto di corresponsabilità" : un documento da sottoporre all'approvazione di tutta la "comunità educante" : docenti, personale ATA - in particolare collaboratori scolastici e Assistenti Tecnici direttamente coinvolti, per la costante presenza ed opera di cooperazione nel processo di educazione, alunni e genitori per un progetto di educazione e formazione dialettico e condiviso.
Di seguito si riportano due documenti: il primo del Minstero della Pubblica Istruzione che illustra i presupposti normativi e psico-pedagogici del c.d. "Patto di corresponsabilità" con l'aggiunta di "buone pratiche"; il secondo è l'ipotesi di "Patto di corresponsabilità" per l'Istituto scaturito dal didattito in formazione.
Patto di corresponsabilità scuola
Nel prossimo incontro ampio spazio verrà dedicato all'analisi delle problematiche derivanti da alunni portatori di Bisogni Educativi Speciali.
Quarta giornata / Quinta giornata
Data la rilevanza degli argomenti trattati e i molteplici quesiti che ne scaturivano, sono state dedicate due giornate alle problematiche derivanti dai Bisogni Educativi Speciali.
Sono stati proficui momenti di incontro e di condivisione.
Si è registrata l'esigenza di una maggiore condivisione, all'inizio del percorso formativo ( ottobre) delle eventuali problematiche di allievi portatori di Bisogni Educativi Speciale, attraversi incontri del Consiglio di Classe dedicati.
Di seguito alcune slide che sono state il canovaccio della riflessione
Sesta giornata
Nella sesta giornata è stata illustrata e approfondita la normativa ex l. 107/2015 relativa all'Alternanza Scuola Lavoro che ha previsto la realizzazione di percorsi obbligatori di alternanza nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, con almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali da inserire nel Piano triennale dell’offerta formativa
E' apparso evidente che alla luce della nuova normativa l'Alernanza non può essere considerata un processo "isolato" La struttura dell’alternanza, presuppone la possibilità di passare da periodi di formazione in aula a quelli di formazione nelle strutture ospitanti. L’intento è di costruire un processo che veda, nel corso degli anni scolastici, un crescente coinvolgimento degli studenti nelle attività presso le imprese o gli enti, partendo da obiettivi puramente orientativi ad obiettivi finalizzati all’acquisizione di competenze lavorative e trasversali attraverso l’esperienza, secondo i concetti di gradualità e progressività.
Il percorso di Alternanza deve coinvolgere l’attività di tutto il Consiglio di Classe e contribuisce a far acquisire a tutti gli studenti conoscenze teoriche e applicative, spendibili in vari contesti di vita, di studio e di lavoro, nonché abilità cognitive idonee per risolvere problemi, quali quelli di sapersi gestire autonomamente in ambiti caratterizzati da innovazioni continue e assumere progressivamente anche responsabilità per la valutazione e il miglioramento dei risultati da ottenere.
Le competenze raggungibili possono essere classificate in tre differenti categorie,
Settima e ultima giornata
Questa volta parliamo di UDA.
Com'è noto l'UDA è un' Unità di apprendimento , un’occasione didattica significativa per gli allievi, che tiene conto della unitarietà del sapere e non si limita alla sola trasmissione di conoscenze e abilità disciplinari, ma tende alla formazione integrale della persona,sviluppando competenze (trasversali e disciplinari) attraverso l’utilizzo di una didattica laboratoriale.
L’UDA pone il ragazzo al centro dell’azione didattica e, richiedendo la sua partecipazione attiva, in modo individuale o in gruppo, favorisce la costruzione personale delle conoscenze; inoltre, ricorrendo ad attività e strumenti diversificati, anche innovativi e tecnologici, consente la personalizzazione dell’apprendimento.
Nella realizzazione concreta di una UDA si richiede una continua attenzione ai processi di apprendimento dei ragazzi e una notevole flessibilità per riadattare il percorso in itinere in base alle risposte degli allievi e alle opportunità di approfondimento e/o ampliamento che si potrebbero presentare.
In allegato le slide presentate nell'incontro e materiale didattico utile all'elaborazione e alla gestione di un'Unità di apprendimento significativa.